Design for disassembling, l’ottimizzazione del processo di smontaggio

Rossana CinquantaCULTURA, ILLUMINAZIONE, INDUCTION LIGHTING, LED DESIGN, LED LIGHTING, LIGHT, LIGHTING, LIGHTING ACCESSORIES, LUCE, LUCE E DESIGN, ONLIGHTING

Ho recentemente partecipato all’interessante webinar su linkedin ECONOMIA A SCARTO 0 della serie SUSTAINABILITALKS organizzato da Exsulting, azienda a supporto delle imprese per la Sostenibilità nei processi con strumenti basati su Norme ISO. Forse perché lavoro da parecchio tempo con aziende di produzione e conosco molto bene la materia ed il problema degli scarti/sfridi industriali e il difficile e complesso smaltimento degli stessi, insieme ai relativi oli esausti e quant’altro.

Durante il webinar mi ha incuriosita l’articolo di Alessia Cerasoli sul concetto di Design for Disassembling (DFD): sapere che esiste e sia stato approfondito questo concetto per aiutare lo sviluppo virtuoso di modelli di business circolare potrebbe ispirare tutte quelle aziende che vogliano seriamente intraprendere un innovativo cammino sostenibile. Vediamo di cosa si tratta: cito alcuni stralci significativi dal testo di Alessia, condividendo il link al suo articolo, per tutti coloro che volessero approfondire l’argomento.

Che cos’è il design for Disassembling?
È una metodologia di progettazione che, valutando caratteristiche quali forma, dimensioni, funzionalità, modularità e materiali riesce a sviluppare prodotti industriali facilmente smontabili.

Perché nasce?
La rivoluzione tecnologica e il rapido cambiamento delle tendenze imposte dal marketing hanno portato alla riduzione della durata del ciclo di vita dei prodotti e all’aumento della domanda di prodotti sempre nuovi.
È chiaro che questa tendenza non è sostenibile, ne a livello ambientale, sia in termini di sfruttamento delle risorse naturali che di produzione di rifiuti, ne a livello economico, soprattutto nel caso in cui manchi la possibilità di accedere al mercato di materie prime post-consumo di qualità.

Come contribuisce il Design for disassembling alla creazione di modelli di business sostenibili?
Progettare un prodotto con un’attenzione particolare al disassemblaggio comporta la sua riduzione dei tempi e dei costi, ma non solo.
Avere la possibilità di separare facilmente materiali e componenti agevolerà la manutenzione, la riparazione, il recupero e il riutilizzo dei componenti e dei materiali, i quali possono entrare a far parte di nuovi cicli di vita.
Dalle considerazioni svolte nell’articolo emerge l’importante ruolo economico, ambientale e sociale dei processi di progettazione di un prodotto.
La sostenibilità non può e non deve ridursi a degli sterili slogan o a scelte miopi dettate da esigenze di marketing.


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